Il Longchamp Art Festival
celebra l’arte in movimento
Da sempre, Longchamp intrattiene un dialogo vivace con l’arte. Dalle mani che lavorano la pelle fino agli artisti con i quali la Maison collabora da oltre settantacinque anni, la creatività alimenta la sua storia tanto quanto il suo sguardo sul mondo. Oggi, questa relazione si manifesta con un nuovo appuntamento culturale: il Longchamp Art Festival. Dal 4 al 6 settembre 2026, la Galerie Joseph in rue Saint-Merri accoglie questa edizione ideata da Sophie Delafontaine, Direttrice Artistica di Longchamp, in collaborazione con Olivier Bassuet, curatore nel campo delle arti performative, direttore artistico e produttore. Pensato come un regalo alla città, il festival invita tutti a scoprire gratuitamente un percorso in cui arti visive, design, musica, danza, performance e arti digitali convergono attorno a un unico filo conduttore: il movimento.
Il movimento come fonte di creatività
Da Longchamp, il movimento va oltre il semplice concetto di spostamento. È il gesto che trasforma la materia, lo sguardo che si evolve, l’energia creativa che dà vita a un’opera. Questa idea attraversa la storia della Maison fin dal 1948. È fonte di ispirazione per il savoir-faire dei suoi artigiani, alimenta le collezioni create da Sophie Delafontaine e accompagna i dialoghi artistici che Longchamp intrattiene da sempre. Al Longchamp Art Festival, il movimento diviene un linguaggio condiviso. Corpo, luce, colore, materia, suono o illusione ottica: ogni artista ne propone un’interpretazione particolare, invitando il visitatore a scoprire la creatività contemporanea con uno sguardo inedito. Questa visione rientra nella volontà della Maison di rendere l'arte accessibile a tutti e di celebrare la diversità dei mezzi espressivi, delle pratiche e delle generazioni di artisti.
Un programma da vivere
Per tre giorni, il Longchamp Art Festival trasforma la Galerie Joseph in rue Saint-Merri in uno spazio vivo in cui le discipline dialogano liberamente. Il percorso riunisce quasi trenta artisti e designer internazionali le cui opere si evolvono al ritmo di un programma che alterna mostre, performance, concerti, conversazioni e happening. Durante tutto il fine settimana, le visite guidate consentono di approfondire la scoperta delle opere e del percorso curatoriale ideato da Sophie Delafontaine e Olivier Bassuet. I visitatori potranno prendersi anche una pausa al Café Longchamp, concepito come un vero e proprio luogo di incontro. Venerdì 4 settembre, Sophie Delafontaine inaugurerà il ciclo di incontri insieme alla giornalista Géraldine Sarratia, dopodiché altri artisti, designer e personalità del mondo della cultura proseguiranno questi scambi per tutta la durata del festival.
Sguardi originali sul movimento
Il programma riunisce artisti affermati e talenti emergenti, ognuno dei quali propone la propria interpretazione del movimento. Le installazioni di Xavier Veilhan giocano con la percezione e l’equilibrio, mentre Elias Crespin realizza sculture cinetiche in cui la geometria si mette lentamente in movimento. Nelle opere di Fabienne Verdier, ogni pennellata esprime l’energia del corpo, mentre l’universo di Carlos Cruz-Diez esplora il movimento dello sguardo attraverso la luce e il colore. Il festival mette anche in luce una nuova generazione di creativi. I paesaggi di Valentin Guillon, le composizioni delicate di Caroline Hélain, che firma anche l’universo della collezione Inverno 2026, o il laboratorio partecipativo ideato da Damien Poulain, testimoniano questa volontà di creare un dialogo tra discipline, generazioni e pratiche artistiche. Il programma prosegue con performance di danza, musica e pittura in movimento che riuniscono, in particolare, Caroline Denervaud, Célia Kameni, Clément Petit, Dorion, Koki Nakano, Marie-Agnès Gillot, Marion Barbeau e il collettivo We Are One Gospel, rendendo il festival un’esperienza in continua evoluzione.
Un invito alla scoperta
Concepito come una parentesi creativa nel cuore di Parigi, il Longchamp Art Festival celebra ciò che da sempre anima la Maison: la curiosità, il dialogo e l’apertura verso gli altri. Come scrive Olivier Bassuet nel manifesto del festival: “Il movimento è ovunque. Nella mano che forgia la materia. Nel tratto che cerca la giusta forma. Nello slancio creativo che trasforma un’idea in emozione. Ed è anche negli sguardi che si incrociano, nelle discipline che si incontrano e nelle conversazioni che nascono. ” Dal 4 al 6 settembre 2026, prenditi il tempo per ammirare le opere, assistere alle performance, incontrare gli artisti e vivere questa celebrazione della creazione contemporanea.